[Gfoss] Utilizzo dei dati OSM per fini operativi in ambito di gestione dei disastri e delle emergenze

Simone Gadenz simone.gadenz a jrc.it
Gio 27 Nov 2008 17:29:32 CET


Deduzioni corrette. Il nostro obbiettivo e' certamente avere dati corretti
ma sappiamo che non e'possibile certificare I dati al 100%. Se l'errore e'
nei dati teleatlas per esempio, una eventuale causa per danni sara' a carico
di Teleatlas che avra' preso le sue precauzioni, se l'errore e' nei dati OSM
manca un produttore certificato che si assume anche la responsabilita' dai
dati e siccome noi li abbiamo distribuiti potremmo essere soggetti ad un
procedimento penale. Questo non ce lo possiamo proprio permettere.

Rispondo anche a strk. Il disclaimer ci libera da questa responsabilita', ma
non ci sembra serio pubblicare una mappa per I team di soccorso o di
supporto alla logistica dicendo che quello che e' rappresentato potrebbe
essere completamente sbagliato.

Credo che lo stesso problema lo potrebbero avere anche I produttori di
navigatori per flotte o per soccorsi che si trovino a considerare I dati
teleatlas come base di dati. 

A mio avviso il suggerimento di uno dei membri (Elena) della ML di OSM
sarebbe una strada percorribile: un ente che certifica I dati OSM e si fa
pagare per questo proteggendosi le spalle con una polizza assicurativa.
Questo ente non potrebbe nascere dalla comunita' stessa e vivere
disponsorizzanioni? Idea completamente assurda per voi?

Simone 




-----Original Message-----
From: gfoss-bounces a faunalia.com [mailto:gfoss-bounces a faunalia.com] On
Behalf Of Stefano Costa
Sent: 27 November 2008 16:35
To: gfoss a faunalia.com
Subject: Re: [Gfoss] Utilizzo dei dati OSM per fini operativi in ambito di
gestione dei disastri e delle emergenze

Il giorno gio, 27/11/2008 alle 11.31 +0100, Simone Gadenz ha scritto:
> 
> Il problema nasce quando ci troviamo a fornire cartografie o dati a
> persone che li utilizzano per organizzare soccorsi o la logistica in
> un ambiente di post-disastro. 
> Quando forniamo una carta ai nostri utenti certifichiamo
> concettualmente I dati distribuiti, gli utenti fanno affidamento sulla
> mappa e noi potremmo essere ritenuti responsabili di eventuali
> problemi riscontrati sul campo per I dati sbagliati. Mettere un
> disclaimer su un tale tipo di mappa e' come non produrre la mappa
> affatto. 
> Non sto' dicendo che gli altri dati commerciali che abbiamo siano
> giusti; se qualcuno ha usato I dati dei vari dataset derivati da VMAP
> sa di quali siano gli errori. Ma, in quel caso il produttore dei dati
> si prende in carico la certificazione di qualita', noi facciamo
> affidamento sul produttore. 
> Risultato: non possiamo utilizzare I dati OSM per questo scopo a meno
> che non limitiamo I dati forniti agli utenti al subset che noi stessi,
> o enti fidati, producono direttamente sul campo. Il che a mio avviso
> limita di molto le potenzialita' del sistema e il vantaggio di avere
> una comunita' globale a supporto.

Scusa, mi pare di trovare una incongruenza in quello che dici.

╚ chiaro che il vostro obiettivo Ŕ avere dati corretti.

Per questo scopo che differenza fa avere una certificazione di un
produttore commerciale che comunque sapete *poter* essere "fasulla" e la
mancanza totale di una certificazione?

Affidandovi alla certificazione di terzi raggiungete l'obiettivo di non
avere responsabilitÓ in caso di dati sbagliati, ma non quello di
garantire che i dati siano corretti.

Correggimi se le mie deduzioni non sono corrette.

Ciao,
Steko (che ha fatto il Volontario del Soccorso)

-- 
Stefano Costa
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