[Gfoss] Utilizzo dei dati OSM per fini operativi in ambito di gestione dei disastri e delle emergenze

Stefano Costa steko a iosa.it
Gio 27 Nov 2008 16:34:57 CET


Il giorno gio, 27/11/2008 alle 11.31 +0100, Simone Gadenz ha scritto:
> 
> Il problema nasce quando ci troviamo a fornire cartografie o dati a
> persone che li utilizzano per organizzare soccorsi o la logistica in
> un ambiente di post-disastro. 
> Quando forniamo una carta ai nostri utenti certifichiamo
> concettualmente I dati distribuiti, gli utenti fanno affidamento sulla
> mappa e noi potremmo essere ritenuti responsabili di eventuali
> problemi riscontrati sul campo per I dati sbagliati. Mettere un
> disclaimer su un tale tipo di mappa e' come non produrre la mappa
> affatto. 
> Non sto' dicendo che gli altri dati commerciali che abbiamo siano
> giusti; se qualcuno ha usato I dati dei vari dataset derivati da VMAP
> sa di quali siano gli errori. Ma, in quel caso il produttore dei dati
> si prende in carico la certificazione di qualita', noi facciamo
> affidamento sul produttore. 
> Risultato: non possiamo utilizzare I dati OSM per questo scopo a meno
> che non limitiamo I dati forniti agli utenti al subset che noi stessi,
> o enti fidati, producono direttamente sul campo. Il che a mio avviso
> limita di molto le potenzialita' del sistema e il vantaggio di avere
> una comunita' globale a supporto.

Scusa, mi pare di trovare una incongruenza in quello che dici.

╚ chiaro che il vostro obiettivo Ŕ avere dati corretti.

Per questo scopo che differenza fa avere una certificazione di un
produttore commerciale che comunque sapete *poter* essere "fasulla" e la
mancanza totale di una certificazione?

Affidandovi alla certificazione di terzi raggiungete l'obiettivo di non
avere responsabilitÓ in caso di dati sbagliati, ma non quello di
garantire che i dati siano corretti.

Correggimi se le mie deduzioni non sono corrette.

Ciao,
Steko (che ha fatto il Volontario del Soccorso)

-- 
Stefano Costa
http://www.iosa.it/ Open Archaeology



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