[Gfoss] Archeologia Subacquea e ESRI: il soldo conta

aperi2007 aperi2007 a gmail.com
Dom 12 Feb 2012 13:48:55 CET


 >Bello,
 >la ESRI sponsorizza anche l'archeologia del Salento e con l'Università
 >metton giù la Carta Archeologica
 >
 >http://www.superscuba.it/articoli/14399/rete-fondali-salento/1.html
 >
 >Ora mi vien da pensare che se una ditta come ESRI investe 290.000 euro
 >spera di avere anche un rientro di immagine ed economico è perchè
 >diffondendo la cultura GIS per i Beni Culturali (scusate la cacofonia)
 >qualcosa si può ottenere.
 >
 >Invece quando si parla di GFOSS in campo archeologico, mi dispiace
 >ammetterlo, gli addetti ai lavori si fregano le mani per l'uso dei 
 >software
 >perchè sono GRATIS.
 >
 >Secondo me è sempre sta diffidenza alla lunga del servizio (c'è un
 >ditta
 >che mi segue) e poi andar dietro al marengo...
 >
 >Ma per fare un lavoro di tipo pubblico, non ci vorrebbe un Bando di
 >Concorso, perchè da qui sembra che ESRI abbia vinto un >appalto...qualcuno
 >sa qualcosa?

Ho letto l'articolo.

Per come lo ho capito io, il lavoro si compone di due parti:

la prima e' l'inventario dei beni da catalogore.
Se si deve fare l'inventario vuol dire che prima non vi era.

Qui i prodotti esri penso aiutino poco.
Ma semebra che l'investimento riguardi proprio questa parte.

Poi, dopo che l'inventario sara' terminato, ovverosia tra un anno , 
secondo quello che riporta l'articolo,
creeranno una base-dati e poi la metteranno in rete.
Li' è logico ritenere che sara' la stessa ESRI autonomamente a metterlo 
in rete usando i propri sistemi.

E' ragionevole che se esri finanzia l'inventariazione, poi pretenda di 
poter mettere lei in rete i risultati.

Non ho letto niente in merito a una presunta gara.
Del resto per come si delinea non credo che avrebbe senso.

Non sarebbe logico che la ESRI metta a disposizione i fondi per 
l'inventariazione e poi la messa in rete la possa fare qualcun altro.

NOn vi e' niente di male in un ritorno pubblicitario, oltretutto questo 
crea comunque ricchezza perche' alla fine l'Universita del Salento avra 
come ritorno un inventario e una base-dati che certamente potranno usare 
anche per altri scopi.

E la esri avra' come ritorno extra un altro buon numero di neo-laureati 
che escono dall'universita' con una robusta conoscenza dei sistemi esri.

Anche questo ha un suo valore.

Direi che e' la classica situazione in cui tutti ci guadagnaono.
Almeno sulla base di quello che dice l'articolo.
Poi occorre vedere se ci sono delle clausolette extra...

se ne puo' immaginare di fantasiose, roba che limita il possesso del db 
finale o che ne assegna la comproprieta' all'investitore privato.
Roba di questo genere insomma.

Se non ci sono, mi pare che l'operazione sia perfetta.

Andrea.


Maggiori informazioni sulla lista Gfoss