[Gfoss] Gis cloud

a.furieri a lqt.it a.furieri a lqt.it
Gio 27 Maggio 2010 13:01:53 CEST


E' orami chiaro che GIScloud Ŕ semplicemente il pretesto: 
stiamo entrando nel bel mezzo di una discussione (che
personalmente giudico utile e stimolante) sulla natura 
stessa del FOSS in generale e di GFOSS nello specifico

ok, non mi sottraggo certo al confronto ...
anzi, sono ben lieto di avere l'occasione per mettere i 
puntini sulle I: confrontarsi Ŕ sempre utile e produttivo,
visto che stimola la riflessione ed aiuta a pensare.


On Thu, 27 May 2010 11:00:44 +0200, Fabio D'Ovidio wrote:
> ... la vera forza di GFOSS risiede nella capacitÓ non solo 
> di promuovere in generale il SW GIS FOSS, ma sopratutto nella 
> capacitÓ di saperlo promuovere in contesti in cui giÓ esiste il SW 
> proprietario e di conseguneza se GFOSS esclude ogni possibilitÓ di 
> integrazione col mondo proprietario, probabilmente ha fallito nel 
> suo intento e rischia di diventare troppo di nicchia.
> Il SW proprietario Ŕ un dato di fatto. Bisogna fare i conti con 
> questa realtÓ e non immaginarsi in un mondo ideale, che alla fin 
> fine non esiste.
>

parole sagge e sante: concordo pienamente.
il sw proprietario esiste, Ŕ un dato di fatto, ed Ŕ anche 
largamente diffuso: confrontarsi con questo stato delle cose
Ŕ una pura e semplice necessitÓ oggettiva.
Evidentemente, chiudersi nelle torri d'avorio non aiuta.

Rimane comunque un dato di fatto: il nosto obbiettivo non
Ŕ affatto quello di *affiancare* il sw proprietario.
Il nostro obbiettivo di lungo termine Ŕ quello di *sostituire* 
il sw proprietario: sarebbe sempre bene ricordarsi le giuste 
prioritÓ e distinguere chiaramente gli obbiettivi tattici
da quelli strategici.

I compromessi tattici sono sicuramente inevitabili, e spesso 
sono anche utili: ma con solare evidenza l'opportunismo 
'qualunquista-indifferenziato' Ŕ tutt'altra cosa.

Detto in altri termini: c'Ŕ qualcuno di voi che crede che tutti 
noi che perdiamo tempo, fatica (e denaro) per sviluppare software 
libero lo facciamo solo perchŔ siamo degli ingenui sprovveduti ?
credete veramente che ci divertiamo a regalare gratuitamente 
a tutti voi applicazioni utili e produttive (e commercialmente
pregiate) solo perchŔ siamo dei generosi filantropi ?

ovviamente non pu˛ essere cosý: se lo facciamo Ŕ perchŔ abbiamo 
uno scopo culturale e sociale ben preciso da raggiungere.
altrimenti che senso avrebbe ?



On Thu, 27 May 2010 11:04:58 +0200, G. Allegri wrote:
> In ogni caso, invito tutti a non non mettere teschi su tutti i
> prodotti non-free a prescindere. Il mondo Ŕ (in gran parte) rivolto a
> questi, e al di lÓ del fatto che sono spinti commercialmente, molti 
> di questi sw hanno qualitÓ  da tenere in considerazione e da non snobbare...
> 

ma il problema di cui stiamo parlando non Ŕ affatto quello di stabilire 
se i prodotti proprietari sono funzionalmente migliori o se invece
fanno pi¨ o meno schifo ...

il *problema* Ŕ che il sw proprietario (comunque, qualunque,
a prescindere) rappresenta un tentativo di espropriarci delle
nostre libertÓ civili fondamentali allo scopo di generare 
ingenti profitti finanziari derivanti esclusivamente dallo
sfruttamento di una rendita di posizione monopolistica.

Questo Ŕ il "piccolo dettaglio" che rende il sw proprietario
altamente indesiderabile (in blocco, a prescindere da meriti
e/o demeriti tecnici).
Il problema non Ŕ "quanto costa", e non Ŕ neppure "quanto Ŕ
valido": il problema Ŕ che l'intero sistema dei brevetti, della
c.d. proprietÓ intellettuale, dei recinti artificiosi che
impediscono la libera diffusione della cultura e della
conoscenza Ŕ altamente insidioso e pericoloso, e quindi va 
rifiutato in blocco.

Ecco perchŔ siamo costretti ad appiccicare le "etichette col teschio": 
perchŔ altrimenti cadiamo nell'indifferenziato ed entriamo nella notte 
oscura in cui tutti i gatti sono ugualmente bigi.

sposto leggermente il tiro, giusto per spiegarmi meglio: 
negli anni '30 la germania nazista era sicuramente una nazione 
industriale assai avanzata, molto ricca, benestante, con una 
pubblica amministazione efficientissima, ed applicava politiche 
di welfare molto avanzate per l'epoca. 
Si era raggiunta la piena occupazione, il sistema di istruzione 
era eccellente, le ferrovie erano un sogno, la sanitÓ era la 
migliore del mondo.
Elezioni libere e democratiche ? libertÓ di espressione ?
purtroppo no ... ma in fondo si tratta "solo" di dettagli 
formali abbastanza insignificanti, l'importante Ŕ che lo Stato 
funzioni bene, e che la popolazione se ne stia tranquilla e
soddisfatta con la pancia piena.

NO: io in questa logica "funzionalista" non ci voglio affatto 
cadere ... io credo al contrario che le nostre scelte personali
(e professionali) non possono prescindere da valutazioni etiche 
"di fondo" che devono venire prima di qualunque altra valutazione 
tecnica e/o economica.

La democrazia Ŕ importante, le nostre libertÓ civili fondamentali
sono importanti: non le possiamo barattare per nessun motivo
al mondo.

Ecco perchŔ ritengo utile mettere dei paletti molto chiari, 
molto netti ed assai ben visibili che stabiliscano il confine 
tra FOSS e sw proprietario ... 
non sono affatto la stessa cosa, perchŔ sottintendono due approcci 
generali completamente alternativi ed inconciliabili.

Magari il sw proprietario non Ŕ il diavolo, ma sicuramente
Ŕ qualcosa di assolutamente differente dal sw libero: non
possiamo e non dobbiamo mai fare confusione tra le due cose.

Su questo non possiamo transigere e negoziare, perchŔ questa Ŕ la 
nostra identitÓ specifica
e non ce ne vergogniamo affatto, anzi la rivendichiamo con giusto 
orgoglio e ne facciamo bandiera da sventolare pubblicamente :-)


ciao Sandro



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