[Gfoss] licenza per i dati

Andrea Peri peri.rtoscana a gmail.com
Ven 21 Nov 2008 14:35:28 CET


Un po' di considerazioni a ruota libera:

Come avevo gia' detto:

>Si fa' presto a dire archivio basato su dati della pubblica amministrazione ...
>O l'archivio e' esattamente quello oppure e' un'altra cosa .

Sulla base dell'ipotesi di partenza, l'idea provocatoria su cui
imbastire una riflessione, come appunto sta succedendo,
era di dire che se uno si scarica un archivio di un ente pubblico e lo
modifica non puo' piu' presentarlo come
archivio dell'ente pubblico, ma come un' altra cosa.
Il che non vuol dire che non si possa fare, infatti non sarebbe
tecnicamente possibile impedirlo.

L'importante dopo averlo modificato e' non presentarlo piu' come
archivio ricavato da un archivio della PA.
Uno potrebbe ad esempio presentarlo come dato inventato da se stesso
perche' no ?

Ribadisco e' una tesi provocatoria, per focalizzare un aspetto del
problema, che spesso sfugge.

A quanto pare pero' questa ipotesi crea dei problemi,
Dove stanno questi problemi ?

Forse uno dei problemi e' che cosi' facendo la credibilita' del dato
presentato verrebbe a mancare, mentre invece,
affermare che l'archivio e' stato ricavato dai dati della PA, ma
migliorato, gli potrebbe forse dare un valore
implicitamente superiore.

Che ne pensate ?

In merito alla affermazione che se si cambia formato si introducono modifiche.
Tutto vero, ma essendo una ipotesi , non puo' calzare a pennello su
tutti gli aspetti.
E comunque in questo caso si tratterebbe sempre di "errori" riproducibili.
Ovvero tutte le volte che riconverto il solito archivio riottengo il
solito risultato identico.

Il ricorso ai codici hash di un archivio ci consente di tenere
d'occhio le modifiche.
Ma il punto non e' accorgerci se un archivio e' stato modificato.
Questo e' facile....

Caso mai il problema e' capire se chi lo ha modificato ha cambiato
solo quello che doveva cambiare oppure poiche' non era cosi
capace, inavvertitamente ha inserito anche delle modifiche non volute
e deleterie.

Perche' finche' si parte dal presupposto che chi lavora sa il fatto
suo, tutto e' plausibile e ragionevole.
Quando invece si passa a ipotizzare che le operazioni spesso vengono
fatte in assenza di una reale percezione di quello che sta succedendo,
ma magari si fa' cosi' perche' da qualche parte ho letto che ....
Poi se non sai esattamente cosa e' successo, come fai a documentare
nella metainformazione i risultati ?

Saluti,


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       Andrea              
         Peri                 
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